Bombardieri su RomaFino alla mattina del 19 luglio 1943 in pochi pensavano che Roma sarebbe stata bombardata, per la presenza sia di innumerevoli siti e beni archeologici ed artistici sia della Città del Vaticano.

Ma alle 11,13 di quel lunedì, dopo 1134 giorni di guerra, 556 bombardieri statunitensi e britannici che poco prima si erano allineati sul lago di Monterosi, giunsero sull'obiettivo prestabilito: lo scalo ferroviario di San Lorenzo. Precisi ordini erano stati impartiti per risparmiare le altre zone della città: i lanci dovevano essere precisi, oggi diremmo chirurgici. Ma ovviamente sotto le oltre 9.000 bombe sganciate, per un totale di 1.060 tonnellate, trovarono la morte molti civili: circa 1.700, conm oltre 4.000 feriti. "Danni collaterali" di una guerra che aveva già fatto milioni di morti.

Dopo meno di un mese, il 13 agosto 1943 Roma è bombardata per la seconda volta. L'obiettivo questa volta fu il quartiere Appio -Tuscolano.

 

foto aerea piano bombardamento romaIl 14 agosto 1943 Roma è dichiarata "Città Aperta". Il Comando Supremo italiano, ordinò immediatamente alle batterie antiaeree della zona di Roma di non reagire in nessun modo in caso di passaggio aereo nemico sulla città; comandò poi lo spostamento di sede dei comandi italiani e tedeschi e delle rispettive truppe; si impegnò a trasferire gli stabilimenti militari e le fabbriche di armi e munizioni e a non utilizzare i nodi ferroviari cittadini per scopi militari, né di smistamento, né di carico o scarico, né di deposito.

Questo - anche a seguito dell’occupazione della città da parte delle truppe naziste - non impedì che i bombardamenti continuassero, anzi: verso la fine della guerra diventeranno sempre più frequenti, spesso giornalieri. In totale furono 51 i bombardamenti su Roma; l’ultima incursione, il 3 maggio, colpì i quartieri della Magliana e del Quadraro.

Di lì a un mese, il 4 giugno,  la città sarebbe stata liberata.

Torna indietro