Durante i lavori di recupero è stato individuato lungo la scala a chiocciola un cavo. Seguendo i segni dei chiodi e delle grappe utilizzati per fissarlo al muro, si è verificato che il cavo arrivava fino ad un preciso punto all'interno della galleria carrabile, dove erano visibili resti di elementi in legno a suo tempo murati (una mensola e una placca).

Il cavo, ad una più attenta analisi, si è rivelato essere un doppino telefonico. Si è di conseguenza ipotizzata, con ragionevole certezza, la presenza di un citofono che permettesse di comunicare con l'esterno, probabilmente con la Villa.

Si è quindi deciso di installare un citofono fine anni '30 prodotto dalla SAFNAT (Società Anonima Fabbrica Nazionale Apparecchi Telefonici), allora azienda di spicco nella produzione e installazione di impianti telefonici. La SAFNAT, nata nel 1921 è stata una realtà importante nella storia della telefonia italiana. Con sede a Milano, a Via Garofalo 31, diventò fornitrice dal 1965 dell'Ente telefonico di Stato, e poi della Sip.  Nel 1987 inizia la collaborazione con ASCOM, importante multinazionale Svizzera oggi specializzata in wireless communications. Come ASCOM SAFNAT produce i primi  cellulari ETACS e GSM.

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